La Wicca (in italiano pronunciabile [wikka] o [vikka]) è la più diffusa e influente delle religioni appartenenti al movimento neopagano. La religione wiccana venne presentata per la prima volta nel 1954 attraverso gli scritti di un ex funzionario pubblico britannico esperto di esoterismo, Gerald Gardner (sinistra). Questi affermò di essere stato iniziato ad una vecchia tradizione misterica, continuazione dei culti esoterici medievali etichettati come stregoneria a loro volta imperniati sulle religioni pagane dell'Europa antica. La veridicità delle esperienze di Gardner rimane controversa, parecchi studi moderni sostengono ad ogni modo come la teologia wiccana iniziò ad essere compilata non prima degli anni Venti. La Wicca ha subito negli ultimi anni una capillare diffusione nel mondo postcristiano e non. Comunità, associazioni e Chiese sono oggi presenti particolarmente in America settentrionale, in America meridionale, in Europa e in Oceania. Piccoli gruppi sono presenti anche in Africa meridionale, in India, a Hong Kong, a Singapore e in Giappone.
Non esistono attualmente dati stabili sul numero di aderenti della religione wiccana. L'ingente vastità del fenomeno, oltre che le sue conseguenze e impatti culturali lasciano pensare ad ogni modo che la stima più credibile si aggiri intorno ad una cifra che va dai 3 ai 5 milioni di praticanti nella sola America settentrionale. Altre stime limitano il numero globale di aderenti a circa 800.000.
Wicca non è sinonimo di Paganesimo, così come Wiccano non è sinonimo di pagano, è semplicemente una branca del paganesimo come altre, come il Druidismo e l'Odinismo.
Nomenclatura
Il termine Wicca (oggi pronunciato [wikka] e talvolta arricchito del suffisso -ismo riportandolo come Wiccanesimo) è un termine ripreso dall'inglese antico, nel quale wicca — al maschile, pronunciato [wɪʧʌ] — e wicce — al femminile, pronunciato [wɪʧe] — stanno rispettivamente ad indicare quello che oggi si intende per "stregone" e "strega", ovvero praticanti della stregoneria, definizione collettiva di tutta una serie di culti misterici ed esoterici diffusi sotterraneamente nel Medioevo. Effettivamente tali termini sono alla base anche delle definizioni in inglese moderno — apparse nel XVI secolo — di witch, "strega", e witchcraft, "stregoneria", attraverso il passaggio inglese medio di wicche, originariamente sia maschile che femminile in seguito solo femminile per lasciare spazio alla formazione di wizard e warlock, le forme maschili. Risalire all'origine dei lemmi in inglese antico wicca e wicce è arduo. Rosemarie Lühr ne riconnette le radici a wigol, ovvero "profetico", e wīglian, verbo che indica il "divinare" (connessi anche con il basso tedesco medio wichelen, "incantare", e wicker cioè di nuovo "incantare" o in senso sostantivo "incantatore", "indovino") e suggerisce un legame anche con il protogermanico wigon, geminato in *wikkōn. La forma base si pensa fu wicce derivata da *wikkæ, prodotto dal protogermanico wikkon. Un'etimologia alternativa suggerisce tuttavia la derivazione dal verbo wiccian a sua volta mutuato da *wikkija. La radice protoindoeuropea da cui si pensa siano discesi tutti questi lemmi è *wic- o *weik- (letteralmente "separare", "dividere", "piegare" o "dare forma"). L'American Heritage Dictionary suggerisce invece una mutuazione da *weg-, cioè "essere vitali", derivato dall'ancestore protogermanico *wikkjaz. Walter William Skeat ha infine individuato una probabile etimologia nel protoindoeuropeo *weid- e nell'inglese antico wita (letteralmente "uomo saggio") e witan (cioè "conoscere"), considerandoli una corruzione dell'ancestrale *witga. Gran parte degli studi moderni rifiutano quest'ultima proposta e i termini wicca e wicce continuano spesso a rimanere etichettati come di origine oscura. Nella modernità il termine utilizzato per la prima volta dallo stesso Gerald Gardner nei suoi libri fu Wica, in seguito rimpiazzato dal, come precedentemente notato, più antico e corretto Wicca. Gardner non utilizzava in verità il lemma per indicare la religione che stava divulgando, ma ne faceva uso come nome di massa a designo dell'intera comunità dei fedeli (la Wica). La religione in se era infatti chiamata Witchcraft, cioè "Stregoneria" (termine con il quale la Wicca viene ancora nominata in alcune circostanze), con l'iniziale maiuscola per dare un distacco dalla stregoneria medievale, disorganizzata e sotterranea. Gardner chiamava i praticanti singoli witch, ovvero "strega", e wizard o warlock, in italiano "stregone". Con il passare del tempo, dato che le definizioni di Stregoneria e strega o stregone — sebbene ancora in uso — sono spesso causa di fraintendimenti, la nomenclatura più diffusa trovò una stabilità nel termine Wicca per indicare la religione nel suo complesso e nell'aggettivo e sostantivo mutuato wiccano per indicare il fedele alla religione. Wiccano è un'italianizzazione dell'inglese Wiccan, che, sebbene oggi utilizzato come aggettivo e aggettivo sostantivato (ovvero sul modello di Christian, cioè "cristiano", Confucian, cioè "confuciano", Xiantian, cioè "xiantiano", piuttosto che Zoroastrian, cioè "zoroastriano"), deriva direttamente dall'inglese antico nel quale era utilizzato come plurale sia di wicca sia di wicce. Un altro nome attraverso cui viene indicata la Wicca è quello di Vecchia Religione, denominazione ereditata quasi certamente dalla Stregheria e tutt'oggi condivisa sia da questa tradizione sia dalla Wicca. Tale definizione è radicata nella convinzione sull'effettiva veridicità delle teorie di un ipotetico culto ancestrale della Dea Madre — universalmente diffuso nell'Europa preistorica e trasversalmente nelle spiritualità pagane del mondo classico —, da cui la religione wiccana discenderebbe. Idee di questo tipo trovano oggi diversi detrattori. Per questo motivo la sopracitata etichetta per la Wicca non è accettata da molti aderenti.
STORIA
Tutto ciò che si conosce oggi sulla storia della religione wiccana è ricostruito in base alle testimonianze lasciate da Gerald Gardner e da studiosi degli anni successivi alla sua scomparsa. Si deve tenere inoltre conto del fatto che l'interesse per la Wicca è di fioritura piuttosto recente, e dunque sono presenti tratti, in particolare quelli legati all'origine della religione, che rimangono relativamente oscuri. La Wicca fu per la prima volta presentata al grande pubblico nel 1954, quando Gerald Brosseau Gardner pubblicò il libro intitolato Witchcraft Today. Lo scritto descrive come Gardner, un ex funzionario pubblico, avesse avuto l'opportunità di entrare a far parte, dopo un'iniziazione — in un periodo collocato prima della seconda guerra mondiale — di una congrega segreta praticante una religione che definivano come prosecuzione della stregoneria medievale, a sua volta conservante elementi del Paganesimo antico e della religione preistorica della Dea Madre. Il gruppo dal quale Gerald Gardner sarebbe stato iniziato era stanziato nel sud dell'Inghilterra e viene oggi definito come coven di New Forest (dove New Forest sta ad indicare una regione geografica inglese). Dopo la fine del secondo conflitto mondiale Gardner fondò una nuova coven, la quale praticava e diffondeva una religione che iniziò a definirsi come la Wicca. È ancora materia di controversie l'idea che Gardner fosse davvero entrato a far parte di questo gruppo iniziatico segreto; rimane però una questione minore nello studio del vasto movimento cui la Wicca ha dato origine nel corso degli anni.
Origine
Gerald Gardner affermò che la religione da lui fondata è una sopravvivenza delle religioni matriarcali pagane e, risalendo a tempi ancor più antecedenti, del culto della Dea Madre diffuso nell'Europa preistorica, e sostenne gli fosse stata insegnata dalla somma sacerdotessa della coven di New Forest, una donna che utilizzava lo pseudonimo di Vecchia Dorothy. Una delle prime sacerdotesse di Gardner, tale Doreen Valiente, nelle sue ricerche identifica la donna con Dorothy Clutterbuck Fordham, un'ex colona rientrata dall'India, e con Dafo, quella che Gardner definiva la prima sacerdotessa della sua coven. Mentre Valiente opta per questa identificazione, altri studiosi come Philip Heselton teorizzano che Dafo e la Clutterbuck fossero due persone differenti. Altri ancora come Aidan Kelly e Francis King, sostengono che Gardner fu l'inventore di queste figure, e che egli stesso scrisse la dottrina e la liturgia della Wicca sincretizzando elementi tratti dalle più disparate tradizioni religiose. Nella religione wiccana sono individuabili influenze riconducibili alle tesi di Margaret Murray, all'opera intitolata Aradia, o il vangelo delle streghe di Charles Godfrey Leland, alla religione streghica fortemente legata al testo stesso, e alle pratiche della magia cerimoniale. Mentre è certo che Dorothy Clutterbuck esistette realmente, Ronald Hutton concluse come non ci fosse alcuna prova testimoniante il fatto che la donna fosse stata coinvolta nella formazione della Wicca. Parere discordante è quello di Heselton che, citando evidenze più recenti, sostiene che probabilmente la Clutterbuck ebbe a che fare con la religione wiccana. Anche la storia della vita di Gerald Gardner potrebbe aiutare a comprendere meglio alcuni concetti. Innanzitutto è risaputo che l'uomo visse per quasi tutta l'infanzia e l'adolescenza in Asia, precisamente nel Sudest Asiatico, in Borneo e in Malesia. Rientrato in madrepatria (l'Inghilterra) avrebbe incontrato la Vecchia Dorothy e avrebbe vissuto l'esperienza dell'iniziazione al culto misterico nel 1939. In quel periodo la legislatura inglese proibiva forme di religiosità stregonica, le quali furono rese legali solo nel 1954, quando Gardner iniziò a pubblicizzare la Wicca. Gardner pubblicò proprio quell'anno Witchcraft Today e nel 1960 The Meaning of Witchcraft. Mentre il formato rituale manifesta grosse influenze derivate dall'occultismo vittoriano (e la stessa Doreen Valiente ammette di notare forti legami con la Thelema e le altre filosofie di Aleister Crowley), il comparto spirituale e iconografico della Wicca è largamente ispirato alle religioni pagane, ma presenta anche non minimizzabili influenze buddhiste, induiste e in particolare taoiste, probabilmente derivate dall'influenza che l'Oriente ebbe sulla vita di Gardner.
Tornando alla liturgia wiccana è facilmente constatabile come i riti e i concetti di Gerald Gardner siano ripresi dalle dottrine di altri occultisti, e non furono di fatto innovativi per l'ambiente del periodo. Roger Dearnaley, in An Annotated Chronology and Bibliography of the Early Gardnerian Craft, descrive la liturgia wiccana come un patchwork. Heselton, in Wiccan Roots e nel successivo Gerald Gardner and the Cauldron of Inspiration, arguisce che Gerald Gardner non fu l'autore dei rituali, ma che addirittura ne avrebbe commissionato la realizzazione da una figura ignota. Doreen Valiente — e così Margot Adler nel suo Drawing Down the Moon — definisce che Gardner probabilmente si ispirò ad altro per lo scheletro del rituale, aggiungendo dettagli estrapolati dalla sua esperienza. Ancora Heselton constata come tutte le influenze riconducibili a Crowley siano individuabili nel libro intitolato Blue Equinox. Non si sa se Gardner possedesse o meno una copia del libro, sebbene è certo che avesse incontrato Crowley negli ultimi anni della vita di questi. Gardner stesso ammette che i rituali insegnatigli dalla Vecchia Dorothy erano frammentari, e per renderli completi dovette aggiungere supplemanti. Alcuni ricercatori quali Isaac Bonewits individuano anche influenze derivate dal Rosacrocianesimo [16], dalla dottrina dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata e altre religioni esoteriche del Novecento. L'idea della religione preistorica incentrata sulla figura della Dea Madre era inoltre diffusa negli ambienti accademici del periodo di Gardner (tra gli accademici si ricordi Erich Neumann o Margaret Murray) e ambienti amatoriali nei quali spiccò Robert Graves. Accademici degli anni successivi, come Carl Jung e Marija Gimbutas, continuarono le ricerche riguardanti quest'area che sembrò consolidarsi con gli studi ancora successivi di Joseph Campbell, Ashley Montagu e altri.
Sviluppi
La Wicca si è sviluppata in direzioni varie e differenti da quando venne pubblicizzata da Gerald Gardner. Il Gardnerianesimo è la corrente che più rimane fedele alla dottrina originale del fondatore, conservando anche l'aspetto iniziatico e misterico. Il Libro delle Ombre, un testo religioso contenente gli insegnamenti della tradizione gardneriana, fu mantenuto segretamente e scrupolosamente dalle prima coven per poi diffondersi e subire differenti adattamenti in base alle differenti tra
dizioni che andarono a costituirsi. Direttamente derivata dal Gardnerianesimo è la confessione dello Xandrianesimo fondato da Alex Sanders (sinistra), che introduce elementi estrapolati dall'Ermetismo alla dottrina originale. Raymond Buckland fu il primo a divulgare la Wicca in America, spostandosi a Long Island. Buckland fu scrupoloso nel mantenersi fedele alla versione del libro delle ombre consegnatagli da Gardner; tuttavia le coven che fondò iniziarono ad adattarlo alle proprie esigenze, creandone di fatto innumerevoli versioni. Da quel momento esplose la frammentazione della Wicca in disparate confessioni, alcune ancora legate alla dottrina di Gerald Gardner altre combinanti questa con la Cabala, il Paganesimo celtico (che ha influenzato fortemente l'intero sistema wiccano), la religione nativa americana, l'Ermetismo e la Massoneria (quest'ultimo il caso del Lycianesimo), le religioni orientali (come nel caso dell'Indowicca) e le filosofie dei vari fondatori. Tra le correnti oggi più rilevanti si ricordano la Wicca della Valle Centrale, il Giorgismo, l'Amitistianesimo, la Cristowicca, l'Odisseanesimo, il Correllianesimo, l'Algardismo, l'Avalonismo, l'Aglaianesimo e il Mohsianesimo. Dallo scontro con l'Etenismo e le tradizioni nordiche sono nate la Wica (riprendente il nome originale della religione; fondata da Buckland dopo aver rotto con il Gardnerianesimo), il Nehallenismo e lo Wiccatrù. Altre tradizioni includono il Dianismo, la Witta, la Wicca della Stella Blu e varie altre branche minoritarie. Di influenza fortemente druidista si ricordino la Wicca celtica, il Feismo e il Cymrismo. Coloro che non seguono alcuna delle correnti definite sono detti wiccani eclettici, e tendono a praticare una versione personalizzata e libera della religione e di tutto ciò che comporta. Il primo matrimonio ufficialmente riconosciuto dallo Stato e celebrato con rituale wiccano risale al 2004 ed ebbe luogo nel Regno Unito. Nel 2007 il simbolo della Wicca è stato riconosciuto come lecito dal Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti, il quale ne ha permesso l'utilizzo sulle placche memoriali dei militari wiccani sepolti nei cimiteri statali. Il riconoscimento è stato possibile solo dopo una controversia di due anni seguita alla morte del soldato wiccano Patrick Stewart. In luglio dello stesso anno la religione è stata riconosciuta ufficialmente in India, con la registrazione della Brigata Wiccana, fondazione umanitaria della sacerdotessa Ipsita Roy Chakraverti.
Dottrina
La Wicca non ha alcuna istituzione centralizzata, e non esiste per questo alcuna ortodossia regnante. Questa situazione ha portato nel corso degli anni all'emersione di numerose branche della religione distaccatesi dalle
forme più tradizionali quali il Gardnerianesimo e lo Xandrianesimo (oggi classificati insieme alla Wicca della Valle Centrale sotto il termine ombrella di Wicca britannica tradizionale). Parallelamente a queste scissioni anche il comparto dottrinale della religione — che passa dalla teologia, alla cosmologia, all'etica — ha subito variazioni, interpretazioni e arricchimenti. Proprio l'assenza di una via considerata unica fa sì che i conflitti tra le varie confessioni siano minimi se non nulli.
Tendenzialmente tutti i possibili sentieri wiccani mantengono un'impostazione teologica di fondo invariata. Cambia spesso l'aspetto rituale, quello iconografico e, in certi casi, alcune impostazioni teologiche. La Cristowicca si distingue da questa attitudine in quanto dottrinalmente è molto diversa da tutte le altre forme della Wicca. Nucleo della dottrina wiccana è il Libro delle Ombre, testo religioso contenente i precetti fondamentali insegnati da Gerald Gardner. Di versioni del libro ne esistono molte, dato che ogni tradizione tende a revisionarlo, enfatizzarne alcuni contenuti o modificarli totalmente. Il Libro delle Ombre è, nella branca gardneriana e in quella xandriana, ad appannaggio solo degli iniziati, e dunque dei membri delle coven. Il libro ha tuttavia potuto essere divulgato con la comparsa di altre correnti che non mantengono strutture misteriche. Punto caratterizzante della dottrina wiccana, che la distingue da gran parte della altre religioni neopagane, è il forte universalismo.
Teologia
La teologia wiccana ha una struttura complessa, che tende a mantenersi tale per la maggior parte delle correnti. Il concetto fondante dell'intero sistema teologico wiccano è l'opposizione tra i due principi cosmici rappresentati dal Dio e dalla Dea (il Dio è rappresentato come il Dio cornuto, abbinato al Cernunnos celtico). Per questo motivo molti considerano la Wicca una religione dualistica, ed effettivamente il dualismo è la concezione dominante nelle correnti più legate alla filosofia di Gerald Gardner, vale a dire il Gardnerianesimo e lo Xandrianesimo. Tendenza che è andata a manifestarsi con la comparsa delle nuove tradizioni è quella del monismo, che vede i due principi cosmici del Dio e della Dea come le due forze manifestative di un unico principio universale, ovvero l'Uno o Dryghten, come nominato da Patricia Crowther. La Divinità (intendendo l'Uno) è la sorgente dalla quale viene emanata l'energia primordiale che costituisce tutte le cose che esistono, e che va ad organizzarsi in processi armonici concretizzandosi come materia, ovvero ciò che i cinque sensi umani riescono a percepire, che è un'infinitsimamente piccola parte del tutto, dell'Uno, che è inifinito. Anche le tradizioni dalla visione monistica riconoscono ad ogni modo, al secondo livello della teologia, il fatto che l'Uno dispieghi la propria essenza creativa che dà origine ai cicli del mondo principalmente scindendosi in una polarità di forze, che sono apunto il Dio e la Dea. Il sistema monistico della teologia wiccana è estremamente simile a quello del Taoismo. Il Dio e la Dea sono le forze che permettono la costituzione armonica e l'equlibio del mondo. Ogni cosa è costituita dall'eterno incontro e rapporto di complementarità che sussiste tra le due Divinità. Fondamentalmente il Dio e la Dea sono anche una rappresentazione del dualismo del mondo materiale, per il quale ogni cosa esiste ed ha un proprio contrario, ma soprattutto esiste — ed è definibile — solo perché esiste anche la sua controparte speculare. Il dualismo che sta alla base delle cose del mondo è dunque un fattore intrinseco e fecondo.
È fonte di vita, dato che la vita, o comunque il cambiamento, l'evoluzione, il progresso, sono sempre i prodotti dell'incontro (o dello scontro) tra due controparti che si fondono insieme, si confrontano e diventano un unicuum o danno inizio ad un nuovo ordine. Importante nella teologia wiccana è anche il concetto della Dea triplice e del dualismo monistico. La triplicità della Dea consiste nella visione della Divinità femminile come manifesta in tre forme, quella della vergine, quella della madre e quella della vecchia. Le tre forme di manifestazione della Dea hanno significati cosmologici e escatologici. Sono innanzitutto una rappresentazione della ciclicità che caratterizza il cosmo, e sono per questo abbinati alle tre fasi della Luna, la luna crescente, la luna piena e la luna calante, costituenti oltretutto il simbolo principale della Wicca, cioè la Tripla Luna. La ciclicità è applicata alla visione dell'esistenza come procedente in cerchio, come un progressivo ritorno all'origine, alla nascita dalla morte. Ogni cosa attraversa una vita circolare, e la triplicità della Dea è per questo abbinata anche alle tre fasi principali della vita umana: la nascita, la crescita e la morte. Tutti attraversano questi tre eventi fondamentali, ed è in questa circostanza che si innesta la visione escatologica della Wicca. La reincarnazione è una conseguenza della ciclicità del mondo; dopo la morte avrà inizio una nuova vita, così come dopo la luna calante ha sempre inizio un nuovo giro lunare.
Il dualismo monistico è conseguente sia alla visione totalmente dualistica sia a quella monistica, dato che si applica alla dualità polare del Dio e della Dea. La frase che megli esprime questo concetto è quella che afferma che tutti gli dèi sono un Dio e tutte le dee sono una Dea. La Wicca, come antecedentemente spiegato, concepisce il Dio e la Dea come le forze primordiali del cosmo. La religione wiccana accetta tuttavia la venerazione di immagini o rappreserntazioni molteplici e varie delle due Divinità, rappresentazioni che sono una ripresa delle antiche divinità del Paganesimo. Come già in alcune religioni pagane del mondo mediterraneo le varie divinità non sono viste dalla Wicca come esseri antropomorfi, ma come essenze senza aspetto di apparenza e senza dimensione fisica. Le divinità minori sono forze attraverso cui si manifestano il Dio e la Dea, o, in certi casi, semplici rappresentazioni che permettono all'uomo di comprendere le due Divinità primordiali. C'è una tendenza trasversale a tutte le tradizioni wiccane, ma che trova un compimento solo nel Dianismo, a considerare la Dea come principale manifestazione del Dryghten, mentre il Dio come manifestazione di supporto alla Dea, suo consorte e, in determinati miti, assumente anche la forma del figlio. Il Dio è dunque la controparte che permette alla fecondità della Dea, che è Dea Madre e Madre Natura del cosmo, di realizzarsi. Come tuttavia è una madre che cresce nel proprio grembo il figlio, così è la Dea che cresce nel proprio infinito grembo l'universo. Nella corrente dianica la figura del Dio si eclissa totalmente, e viene implementato una sorta di panteismo fondato unicamente sulla visione della Dea come il tutto cosmico. Fondamentale nella visione cosmologica della Wicca è l'idea dei cinque elementi. Secondo gli wiccani i cinque elementi sono le regole fondamentali del mondo fisico, attraverso le quali si può giungere al contatto mistico con le due Divinità o con l'Uno. I cinque elementi sono l'acqua, l'aria, il fuoco e la terra. Oltre a questi vi è lo spirito, chiamato anche aether. Lo spirito è considerato come la regola organizzatrice dell'equilibrio del mondo, il teorema base dal quale si dipanano tutti i teoremi minori su cui si regge l'evoluzione ciclica delle cose. Gli elementi sono abbinati alle cinque punte del pentagramma e del simbolo del pentacolo, essendo quest'ultimo una rappresentazione simbolica del cosmo. Il cerchio nel quale è inscritto il pentagramma simboleggia l'infinito e l'eternità. Ad ogni elemento è poi abbinato un guardiano o Torre di Guardia. I guardiani sono considerati gli spiriti patroni degli elementi, e le entità che catalizzano l'energia del cosmo permettendo l'evocazione del Dio e della Dea. La concezione dei guardiani cambia di tradizione in tradizione; ad esempio nella corrente xandriana sono visti come i sephirot cabalistici, mentre nella tradizione cristowiccana sono concepiti come gli arcangeli biblici.
Escatologia
L'escatologia wiccana, come precedentemente analizzato, è fondata sul concetto della reincarnazione, derivato dalla visione del mondo ciclica e strettamente legato al concetto della Dea triplice. Le tre f
orme di manifestazione della Dea sono considerate rappresentazioni allegoriche delle tre fasi della vita, ovvero la nascita, la crescita e la morte. La concezione ciclica dell'esistenza porta ad un annullamento del concetto di morte, la quale per gli wiccani non esiste, essendo un semplice pasaggio ad un'altra vita, o, per alcune confezzioni della religione come l'Amitistianesimo, ad uno stadio di esistenza più elevata, eterea, che culmina con la fusione e identificazione mistica con il tutto. Nelle principali tradizioni wiccane l'unione con l'essenza finale del Dryghten è possibile soltanto attraverso la liberazione dai debiti del karma, liberazione che è possibile mediante il rispetto della regola del rede e dell'etica wiccana. Una volta purificata, l'essenza dell'essere umano può tornare a far parte dell'energia cosmica che sta al dilà dello spazio e del tempo. La ciclicità di tutte le cose è espressa anche dal concetto e dalla mitologia che gira intorno alla Ruota dell'Anno.
Si tratta di un concetto molto simile a quello dell'Illuminazione taoista o di altre religioni orientali. In alcune circostanze questo status di unione con il Dryghten è rappresentato in forma di metafora attraverso l'idea della Terra dell'Estate, la quale non corrisponderebbe appunto ad un reale mondo dell'aldilà, ma ad una simbologia dello stato di coscienza eterea. La reincarnazione è ad ogni modo la versione dell'escatologia wiccana più diffusa e che più si raccorda con la visione ciclica del mondo, la Dea triplice e il legato concetto della Tripla Luna.
Etica
L'etica wiccana è fortemente basata sul Rede (termine ripreso dalla lingua germanica e significante letteralmente "consiglio" o "proverbio"), la cui regola principale è quella del fare ciò che si vuole senza fare del male a nessuno. Questa regola è nella maggior parte dei casi intepretata come un'esortazione al fare ciò che più renda felici se stessi senza urtare gli altri, ovvero mantenendo la propria espressività in certi limiti dettati dalla semplice idea del non fare male. La massima del Rede non è dunque un esortazione all'anarchia, ma al contrario è una regola universalitica che assume un ruolo portante e fondamentale in qualsiasi contesto culturale e sociopsicologico la si inserisca. Il non fare del male implica infatti un rispetto dell'altro, rispetto dell'altro che si trasforma in un limite totalmente naturale per le proprie azioni. Ciò che enfatizza il Rede è dunque anche la naturalezza e la spontaneità che deve caratterizzare l'essere umano che vuole costruire una società basata sull'armonia della natura. Altro elemento fondante dell'etica wiccana è la Legge del Tre, la quale si basa sull'idea del ritorno triplicato delle conseguenze di qualsiasi azione si compia. La Legge del Tre è un'esortazione al bene; la metafora del ritorno triplicato corrisponde all'idea secondo cui seminare il bene possa produrre altro bene, mentre seminare il male non farà altro che produrre altro male. Tale precetto compare in una delle pubblicazioni di Gerald Gardner e non se ne fa menzione in altre tradizioni esoteriche. Si pensa che per elaborarlo, Gardner si sia ispirato alla Regola Dorata e al concetto del karma delle religioni orientali. Parecchi wiccani coltivano anche i valori propagati dal Carico della Dea di Doreen Valiente, nel quale sono riportate virtù quali la reverenza, l'amore, l'umiltà la forza d'animo e la compassione. Nel poema della Valiente questi valori sono appaiati in copie speculari, a rimandare al dualismo della teologia wiccana, ovvero al concetto dell'opposizione complementare del Dio e della Dea. Alcune tradizioni adottano infine il sistema delle Ardane o Leggi Wiccane, scritte dallo stesso Gerald Gardner. Si tratta di una serie di centosessantuno precetti che non sono universalmente riconosciuti nella Wicca a causa della loro origine controversa. Sarebbero stati infatti scritti da Gardner nel periodo della divisione della sua coven da quella di Doreen Valiente. Di grande importanza è infine la questione dell'ambientalismo, considerato da molte branche della religione e da molte coven un elemento insegnabile quale dottrina etica. I gruppi wiccani — come quelli neopagani in generale — pongono molta enfasi sulla visione della natura come sacra in quanto l'universo emanazione e dispiegazione del divino e in quanto la natura stessa, nella sua fecondità, identificabile con la Dea. Rispettare la natura significa dunque, per gli wiccani, rispettare la madre dell'universo, la fecondità e la fertilità della Terra, che è divina in quanto parte dell'esistenza infinita.
Liturgia
La liturgia wiccana si è andata, nel corso del tempo, a sistematizzare progressivamente tanto che oggi è strutturata in modo abbastanza ben definito. Comprende vari tipi di rituali, i quali possono essere anche personalizzati in base alla tradizione nella quale se ne fa uso, piuttosto che in base alle preferenze delle coven o di ogni piccolo gruppo. La liturgia classica comprende il rito di evocazione dei guardiani dei cinque elementi e dei punti cardinali, la cui essenza è considerata in grado di catalizzare il fluire dell'energia universale delle Divinità; il Piccolo Rito e il Grande Rito, oltre che una serie di rituali minori, dedicati spesso alle specifiche divinità.
I rituali si svolgono all'interno di un cerchio disegnato o inciso a terra, simbolo dell'eternità e dell'infinitezza dell'esistenza. Il cerchio può essere tracciato sia all'interno di un tempio sia nell'area di un covenstead, sebbene questi stiano progressivamente lasciando spazio ai templi. All'interno del cerchio si svolgono i rituali e si raduna il gruppo comunitario. Nell'area delimitata si trova nella maggior parte dei casi un altare sul quale i sacerdoti svolgono il Piccolo Rito e i rituali minori. Le funzioni liturgiche possono prendere atto in qualsiasi momento, ma le occasioni più importanti sono quelle in cui cadono ricorrenze significative quali i Sabbat e gli Esbat, o eventi eccezionali quali matrimoni o wiccanazioni.
Caratteristiche
Prima dell'accesso al cerchio possono essere richiesti dei rituali di abluzione che, nelle coven più iniziatiche, sono spesso dei veri e propri lavaggi dell'intero corpo. Caratteristica fondamentale del rito nel Gardnerianesimo è lo skyclad, ovvero la pratica involvente la nudità. Oltre che nella tradizione gardneriana questa usanza viene mantenuta anche dalle coven più vicine agli scritti di Gerald Gardner e dagli xandriani, anche se solo in determinate circostanze. Sembra che la pratica dello skyclad sia una derivazione estrapolata dalla tradizione dell'Aradia. Le correnti meno inclini all'attitudine misterica limitano lo skyclad a situazioni particolari o lo abbandonano totalmente; in questi casi i fedeli possono, durante i riti, vestire come preferiscono. Nella maggior parte delle situazioni i rituali vengono svolti mediante l'utilizzo di oggetti liturgici quali l'incensiere, il calice e le lame (un athame e un boline), una verga e un flagello, delle campane, un aspersorio, una corda e altri elementi come candele e icone sacre, le quali possono essere specchi o simulacri delle divinità più legate alla tradizione o alla persona. Per la celebrazione dei riti i sacerdoti usano spesso il Libro delle Ombre, dal quale traggono le formule liturgiche. Cristalli possono trovare uso per l'evocazione dei guardiani elementali, abbinandone uno per ogni punta del pentacolo rituale. Quest'ultimo oggetto è solitamente in legno o metallo e viene usato come simbolo dell'universo. Le cinque punte del pentagramma sono infatti ciascuna associata ad un elemento e ad suo guardiano. La raffigurazione delle divinità è libera, in quanto il dualismo monistico involve una visione di tutti gli dèi come emanazione o rappresentazione simbolica dei due poli divini del Dio e della Dea. Come precedentemente affermato, è comune l'utilizzo di specchi in alternativa alle tradizionali rappresentazioni iconografiche. Gli specchi sono infatti considerati esprimere il concetto teologico del panteismo, ovvero della ricerca del divino nel mondo e in se stessi. Ogni cosa riflessa dagli oggetti è considerata espressione e manifestazione della divinità, e quindi essa stessa identificabile con la divinità ed essa stessa divina.
Rituali
Il sistema liturgico della religione wiccana comprende la presenza di innumerevoli rituali minori e di due riti fondamentali, ovvero il Piccolo Rito e il Grande Rito, legati tra loro da un medesimo significato ma divisi da una differente metodologia di applicazione.
Il Piccolo Rito è sostanzialmente la versione più frequente e più simbolica; viene infatti praticato in ogni celebrazione liturgica dai sacerdoti. Questi sono solitamente un uomo e una donna ma non mancano situazioni in cui i sacerdoti siano dello stesso sesso. Il piccolo rito coinvolge l'utilizzo in particolare di due degli oggetti liturgici wiccani, ovvero l'athame e il calice. Questi due utensili, la lama e il calice, sono importanti in quanto costituenti l'allegoria degli organi genitali degli esseri umani. La Wicca è una religione della fertilità, celebrante la fecondità e la nascita della vita; proprio per questo l'attività sessuale è considerata sacra, poiché riproducente quello che è il mistero dell'unione e completamento cosmico e vicendevole del Dio e della Dea. Nell'occasione di ogni Piccolo Rito i sacerdoti simulano, mediante l'utilizzo degli oggetti, un rapporto sessuale di penetrazione. Il pugnale, simbolo del fallo, viene immerso nella coppa, spesso riempita con del vino e rappresentante la vulva. Il Grande Rito ha lo stesso significato simbolico del Piccolo Rito, ma questo viene espresso in modo più concreto mediante la ierogamia. Si tratta di un vero e proprio rapporto sessuale completo tra i celebranti, che possono essere sia i sacerdoti sia i fedeli nella propria intimità. Il Grande Rito viene celebrato con frequenza nel Gardnerianesimo, mentre solo in occasioni particolari — quali le festività di Beltane e Samhain — secondo la dottrina della maggioranza delle altre tradizioni. L'importanza della pratica è fortemente enfatizzata, in quanto rappresentazione effettiva dell'unione divina tra l'uomo e la donna, unione che è contemporaneamente e progressivamente fisica, chimica, psicologica e astrale, riproducente l'amore eterno che scaturisce dalle due Divinità, ovvero il loro perenne unirsi e scontrarsi che dà inizio alla manifestazione dell'esistenza.
I metodi di riproduzione del Grande Rito variano di tradizione in tradizione ma anche di gruppo in gruppo. C'è chi — consideratane l'importanza — preferisce che lo si metta in pratica pubblicamente e anche tra le comunità. Altre coven preferiscono limitarlo invece alla sfera privata sia per le coppie sacerdotali sia per le comunità dei fedeli. Tra i riti di minore importanza si possono trovare il Disegno della Luna, il Bacio Quintuplice e il Pasto del Silenzio. Liturgie particolari sono invece quelle legate ai matrimoni, nei quali i sacerdoti uniscono gli sposi attraverso il rito del legame delle mani o handfasting, o quelle correlate alla wiccanazione, vale a dire la pratica di accogliere un nuovo nato nella comunità, benedendolo e conferendogli un nome wiccano.
Organizzazione
L'organizzazione interna all'intero fenomeno wiccano è scindibile in due tipologie, ovvero quella adottata dai rami confessionali che conservano un'impostazione misterica e iniziatica e quella emersa per tutte le altre branche, le quali oggi superano grandemente nel numero le tradizioni di lignaggio gardneriano (che sono appunto quelle più sotterranee, tra cui spiccano lo Xandrianesimo e la Wica). Tradizionalmente il sistema di organizzazione delle comunità wiccane è la coven, ovvero una serie di membri (solitamente una dozzina) che si istituiscono come gruppo cultuale. Le coven non godono di alcun privilegio legale, e sono pertanto associazioni non riconosciute, o almeno questo avviene per la maggior parte dei casi. Il sistema delle coven ha portato alla formazione di una rete di luoghi di culto casalinghi, solitamente ricavati in stanze delle abitazioni dei fedeli. Il desiderio di emersione e di un riconoscimento ufficiale da parte delle autorità di Stato ha portato, in particolare negli ultimi anni, ad un'evoluzione nel campo della struttura territoriale e amministrativa della Wicca, con l'istituzione di organizzazioni nazionali o limitate a certe aree che potessero essere riconosciute come vere e proprie Chiese e dunque legalizzate. Le Chiese wiccane sono oggi molto diffuse in particolare nell'America settentrionale, e il loro ruolo è quello di organizzare al meglio le attività legate alla religione wiccana su determinati territori, o sistematizzare le attività di una determinata quantità di coven. Le Chiese nascono solitamente con l'unione di più coven in un'unica istituzione, o emergono come associazioni ombrella sotto le quali progressivamente si uniscono coven che desiderano godere dei privilegi di una legalizzazione statale. Il passaggio dalla coven alla Chiesa ha comportato anche un progresso in quello che è l'ambito della formazione di un clero organizzato e di una rete di templi wiccani. Le Chiese wiccane contemporanee possono essere facilmente distinte in due categorie, ovvero quelle denominazionali e quelle non denominazionali. Le Chiese denominazionali sono quelle istituzioni che promuovono una sola delle tante denominazioni wiccane; al contrario le Chiese non denominazionali sono quelle che non si rifanno ad alcuna specifica tradizione ma promuovono e organizzano l'intero fenomeno wiccano. Di questa seconda tipologia sono ad esempio la Congregazione della Dea o la Chiesa wiccana unita, importante istituzione internazionale attiva anche nella formazione e la sistematizzazione di un sacerdozio unificato attraverso l'Associazione Clero Wiccano e il relativo Seminario Teologico WCA. Con il sistema covenale, non centralizzato e dislocato, non esisteva un clero comune, ma ogni piccolo gruppo veniva — e viene, dato che la struttura delle coven non si è totalmente spenta ma rimane centrale nella Wicca britannica tradizionale e in quella eclettica — portato avanti da un gruppo di sacerdoti eletti dai membri del gruppo cultuale stesso. Ogni coven wiccana aveva dunque il proprio piccolo clero, il quale operava in specifico per la comunità di cui faceva parte e dalla quale era scelto. Classicamente i sacerdoti delle coven sono un alto sacerdote e un'alta sacerdotessa, e salgono in carica con il raggiungimento del terzo livello di iniziazione. Il sistema iniziatico delle correnti più vicine all'ortodossia di Gerald Gardner — che sono in fin dei conti le branche che conservano la struttura covenale — prevede infatti tre livelli di progresso. Il primo livello è il semplice ingresso nel gruppo e prevede la partecipazione alle funzioni liturgiche.
Il secondo livello e il terzo permettono invece di divenire autorità sacerdotali e fondare nuove coven. Con il passaggio al sistema ecclesiastico si è andata ad affermare l'idea di un clero comune, organizzato dalla Chiesa stessa e disponibile per le attività di qualsiasi gruppo. Le coven perdono in questo modo di autonomia organizzativa, devolvendo tutti gli incarichi di questo tipo alla Chiesa madre, ma possono godere di varie tipologie di benefici e concentrarsi maggiormente sulle questioni spirituale e sull'insegnamento. Anche il concetto dei luoghi di culto ha subito recentemente un progresso, passando dalle case di preghiera, segrete e chiuse, all'idea di veri e propri templi. Un livello intermedio tra la casa di culto e il tempio è il covenstead, che di fatto non è né un'abitazione privata né un edificio templare, ma è un'area naturale dedicata alla celebrazione delle funzioni religiose. I covenstead possono essere ricavati in spazi aperti, caverne o boschi.
Prodotti culturali
La religione wiccana ha subito, dal 1990 al 1999, anno al quale risale l'ultima statistica ufficiale sebbene non scientifica, una crescita e una diffusione impressionante. Le prime statistiche in assoluto risalgono al 1972 quando John Godwin nel suo Occult America stimava la presenza di 20.000 membri organizzati nel settentrione. Nel 1980 Gordon Melton dell'Istituto per lo Studio sulle Religioni Americane (Institute for Study of American Religion) speculò un tra un 30.000 e 40.000 appartenenti alla comunità wiccana. Questa stima fu costruita in base a dati collezionati in occasione di un festival pagano del 1979. Nell'Ottantasei Margot Adler, autrice di Drawing Down the Moon fissava tra i 50.000 e i 100.000 pagani negli Stati Uniti, la maggior parte dei quali aderenti alla Wicca. Tra il 1990 e il 1992 con la crescita dell'interesse accademico per la religione wiccana, le stile si impostarono su cifre tra i 50.000 e i 113.000 membri. Questi dati sono supportati da fonti quali Religious Requirements and Practices of Certain Selected Groups: A Handbook for Chaplains, scritto dalla United States Army per istruire i cappellani cristiani dei militari sul come gestire i rapporti con soldati aderenti ad altre religioni; dalle ricerche di Craig Hawkins e dal censimento ufficiale del Canada. Eric Raymond, autore di Frequently Asked Questions about Neopaganism avallava la cifra dei 200.000 wiccani e definiva il movimento come in esplosione. Nel 1996 Vernieda Vergara stimava un numero di 360.000 wiccani, ma fu nel 1999 che si registrarono le statistiche più ottimistiche anche se spesso fantasiose. Loren Wilkinson, scrivendo un articolo per Christianity Today, definiva il Neopaganesimo e in particolare la Wicca come la forma di religiosità più velocemente in crescita negli Stati Uniti. Lo stesso anno Catherine Edwards stimava la presenza di 3 o 5 milioni di wiccani in America settentrionale, mentre Witches' Voice — uno dei più popolari siti web wiccani — smorzava la cifra riducendola a un raggio variante tra l'1 e i 3 milioni. Il numero in assoluto più elevato venne azzardato da Phyllis Curott nel suo Book of Shadows, e corrispondeva a un 10 milioni. Statistiche così elevate erano probabilmente esageratamente entusiastiche, e la quantità di aderenti alla Wicca nel Novantanove si aggirava con probabilità intorno all'1 milione di aderenti, come ipotizzato da Witches' Voice e come confermato da un sondaggio condotto nel 2000 dalla Congregazione della Dea. Il numero odierno degli wiccani si pensa possa essere contenuto tra un 3 e un 5 milioni di fedeli. Da notare è inoltre la capacità di diffusione della stessa religione wiccana, spintasi sino in Africa o in India, all'insegna di un universalismo spesso sfavorito dai rami più vicini al Gardnerianesimo. L'universalismo wiccano non è esclusivistico in quanto la Wicca non si considera l'unica vera religione, ma una delle tante vie attraverso cui approcciarsi al divino; consiste piuttosto in un'apertura alle conversioni, apertura accompagnata a un generale rifiuto dell'attitudine proselitica.
Effetti
Questa rapida diffusione del movimento wiccano ha avuto un forte impatto sull'ambiente religioso negli ultimi decenni. Innanzitutto va analizzato il grande contributo che la religione wiccana ha esercitato nell'emersione dell'intero fenomeno del Neopaganesimo. La Wicca è infatti antecedente a quasi tutte le religioni neopagane, essendo comparsa negli anni 1950, e va dunque considerata il pioniere che ha dato il via o comunque alimentato l'attività del fenomeno neopagano. Non è difficile riscontrare contaminazioni o interi complessi religiosi neopagani ispirati alla dottrina wiccana. L'esempio principale è il Druidismo, ma caratteristiche rimandanti alla Wicca sono riscontrabili anche nelle religioni del movimento eteno, nel Dodecateismo e nel Kemetismo. Affermare che la Wicca abbia posto le basi per l'emersione del Neopaganesimo è di certo azzardato, in quanto il Celtismo e l'Etenismo affondano le proprie radici a prima degli anni Cinquanta, e in quanto in generale il fenomeno del ricostruzionismo pagano ha avuto una storia relativamente distaccata rispetto a quella della tendenza eclettica, di cui la Wicca è la religione più influente. Ciò che comunque è certo è il fatto che la religione wiccana — anche in quanto la più diffusa — abbia avuto e continui ad avere un'autorità dominante sull'intera struttura del Neopaganesimo. La stessa Wicca adotta a piene mani tendenze culturali tipiche di tutte le religioni neopagane, come per esempio il tecnopaganesimo e l'ecopaganesimo, entrambi perfettamente compatibili con la religiosità wiccana.
Anche la cultura popolare americana, nonché letteraria e televisiva, ha sperimentato il diffondersi degli ideali wiccani. Esempi di opere ispirate alla Wicca sono gli scritti di Cate Tiernan, il film The Craft del 1996, piuttosto che le serie televisive di Buffy l'ammazzavampiri, Angel e in particolare Streghe, nel quale compaiono numerosi riferimenti alla Wicca tra cui il Libro delle Ombre. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, gli elementi ispirati alla Wicca sono decontestualizzati e banalizzati.
Persecuzione
In accordo con la storia tradizionale della Wicca trasmessa da Gerald Gardner molti aderenti considerano la stregoneria medievale come un sistema religioso ancestore della religione wiccana moderna. Gli wiccani di oggi tendono dunque a vedere il movimento della caccia alle streghe — che chiamano con connotazioni cronologiche il Tempo del Fuoco, richiamando quindi la pratica delle condanne al rogo — voluta dalle Chiese cristiane come una effettiva persecuzione religiosa contro i propri predecessori, ovvero coloro che praticavano i culti sotterranei delle divinità antiche e venivano bollati dai cristiani come streghe e stregoni. In epoca contemporanea la Wicca è spesso stata associata erroneamente o volontariamente — con intento di scredito — al Satanismo e in particolare in connessione con l'isteria popolare sull'abuso rituale satanista. A causa anche delle connotazioni negative ancora diffuse tra la popolazione riguardanti la stregoneria antica, gli wiccani si trovano spesso in situazioni di disagio e discriminazione che li portano a praticare la propria religione in segreto e in privato. Nel 1985 con l'emanazione della legge giurisprudenziale intitolata Dettmer v. Landon, la Corte Distrettuale della Virginia riconobbe la Wicca come religione e le sue associazioni come soggette a tutti i tipi di privilegi riservati alle organizzazioni religiose. La legge fu avallata un anno dopo dal giudice John Butzner della Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Quarto Circuito. Nonostante questi primi riconoscimenti la Wicca ha continuò ad essere soggetto di marginalizzazioni e penalizzazioni. Nello stesso 1985 alcuni legislatori conservatori introdussero delle leggi volte ad annullare i privilegi concessi agli wiccani, leggi che non ebbero successo e furono soppresse con il Novantanovesimo Congresso degli Stati Uniti tenutosi nel dicembre del 1986. Nel 1999 un gruppo di cristiani conservatori fu istituito su iniziativa di Bob Barr in risposta al crescente fenomeno degli incontri per celebrare riti wiccani nelle basi militari. Il gruppo invitò i cittadini americani a una revisione dei diritti di libertà religiosa alla luce della morale cristiana. Barr sosteneva che il Neopaganesimo fosse un prodotto di eccessiva libertà e che per sopprimerlo bisognasse irrigidire e limitare tale concetto. Episodi di discriminazione si sono verificati anche in senso più specifico. parecchie persone hanno perso il proprio posto di lavoro per essersi convertite alla Wicca; da insegnanti a sacerdoti del Corpo dei Cappellani della United States Army, tra cui Don Larsen, dimesso dal suo incarico tra gli eserciti stanziati in Iraq dopo avere convertito la sua affiliazione religiosa divenendo wiccano e abbandonando il Pentecostalismo. Don Larsen è solo uno dei tanti preti ex cristiani che scelgono di convertirsi al Neopaganesimo. Altro esempio di situazione legata all'accettazione della religione wiccana e del suo emergere sulla scena statunitense e internazionale è il caso del soldato Patrick Stewart, morto in Iraq nel 2005. Stewart era wiccano e la sua scomparsa diede inizio ad un susseguirsi di controversie riguardanti l'applicazione del simbolo del pentacolo alla placca commemorativa lui dedicata in un cimitero statale del Nevada. Nel 2005 il Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti ancora non includeva il simbolo della Wicca nel catalogo degli emblemi religiosi legalizzati e utilizzabili per esprimere e rendere memoria della fede dei militari morti. Dopo circa due anni di pressioni da parte della moglie e delle comunità wiccane e neopagane nevadesi, nell'aprile del 2007 una serie di leggi contro l'opinione del Dipartimento degli Affari dei Veterani ufficializzò la possibilità di installare il simbolo sulle placche, e permise il riconoscimento della Wicca come religione riconosciuta dal catalogo.
venerdì 8 maggio 2009
WICCA
Etichette: religioni neopagane, wicca
Pubblicato da Fabry alle 18:51 0 commenti
mercoledì 6 maggio 2009
SLAVISMO
Lo Slavismo (Slavianstvo in russo), oppure Neopaganesimo slavo, chiamato spesso anche semplicemente "religione nativa" (Rodna Vera in russo, Ridna Vira in ucraino, Rodzima Wiara in polacco) è una nuova corrente religiosa pagana sorta negli ultimi decenni, che si propone come ricostruzione dell'antica religione pagana praticata dai popoli Slavi prima della cristianizzazione. Il filone principale si ramifica in tre correnti, ovvero lo Slavismo polacco, lo Slavismo baltico, il Neopaganesimo finnico (ereditario del culto chiamato Ukko usk o Ukon usko, letteralmente "fede di Ukko") e altre minoranze meno ortodosse e più sincretistiche, come ad esempio l'Inglinismo. Le branche condividono essenzialmente la stessa visione del mondo monistica, enoteistica e panteistica, in cui Dio è concepito come la Sostanza cosmica, l'Uno, che permea la natura e tende a manifestarsi nelle sue molteplici forma, le divinità.
Storia
L'antica religione slava sorse e si sviluppò nel corso di circa 3000 anni. Nacque dalla fusione delle credenze animistiche slave mesolitiche e neolitiche con la spiritualità di tipo indoeuropeo e iranico che sarà alla base di tutte le forme di Paganesimo oltre che delle religioni orientali. Tra i vari gruppi neopagani slavisti sorti nell'Europa orientale e in Russia, i più attivi sembrano quelli di matrice baltica e
polacca, ma esistono anche molti gruppi e minoranze che tendono a mescolare caratteri di differenti tradizioni, come nel caso dell'Inglinismo. Questo potrebbe essere letto come un fenomeno derivato dal fatto che i Paesi baltici siano stati cristianizzati relativamente tardi rispetto al resto dell'Europa. L'iniziatore del Neopaganesimo baltico fu il lituano Wilhelm Storosta (sinistra), soprannominato Vydunas; nato nel 1868 fu un mistico, un drammaturgo e un filosofo; fu il primo a celebrare nuovamente una festa pagana alla fine del XIX secolo. Il suo pseudonimo, Vydunas, significa letteralmente "colui che vede", e si trattava di un nome in armonia con la vecchia tradizione panteistica della Lituania precristiana. Le feste crebbero di popolarità e furono portate avanti dai suoi discepoli; tuttavia con l'invasione sovietica del Paese la tradizione fu nuovamente sradicata. Dopo un lungo periodo, i primi segni di rinascita fecero la loro nuova apparizione negli anni Sessanta, ed in particolare ebbero come cardine le attività di un vecchio tempio situato in Prussia.
Il termine prussiano che traduce letteralmente la parola tempio è romove, termine da cui trasse spunto, nel 1967 un'associazione di carattere curale per la difesa delle tradizioni autoctone, chiamata Ramuva, la quale fu però repressa nel 1971 a causa degli elementi religiosi che tendeva ad esplicitare sempre di più. Successivamente, nel 1988, la Ramuva reistituì le sue attività, fondando anche un'organizzazione totalmente religiosa, la Chiesa di Romuva; oggi ha aperto centri e gruppi di preghiera in cinque città lituane e detiene rapporti saldi con le associazioni ambientaliste per il rispetto della natura in quanto divina: uno dei principali obiettivi della Romuva, in attinenza all'etica pagana. La Chiesa di Romuva organizza rituali e festività dell'antica religione pagana slava, organizza seminari, convegni e registra un numero sempre crescente di nuovi fedeli. I membri della Romuva organizzano frequentemente dei campi estivi a cui parteciano anche pagani residenti in altri Paesi. Un ruolo importante nella preservazione della religione tradizionale baltica negli Stati Uniti, durante il periodo di dominazione sovietica nei Paesi slavi, è stato esercitato soprattutto dagli immigrati, con la fondazione di organizzazioni come la Romuva USA o il Sacro Serpente. Dopo la caduta dell'Unione Sovietica i centri dello Slavismo si sono tuttavia ritrasferiti nei Paesi d'origine. Oggi la Romuva è fortemente radicata in Lituania; si è organizzata infatti utilizzando un sistema simile a quello della Chiesa cattolica, istituendo una serie di centri minori (una sorta di diocesi) in un buon numero di distretti municipali del Paese. In Lettonia, la religione pagana slava è stata riportata alla luce da un'organizzazione chiamata Dievturiba (anche Chiesa di Dievturiba), che in lingua lituana significa letteralmente "ciò che Dio detiene". Colui che negli anni Venti fondò il gruppo fu Ernest Brastins, che trasse parecchie informazioni sulla vecchia religione dalle antiche canzoni folkloriche (come per esempio i dainas), dalla letteratura e dai simboli tradizionali intrisi di spiritualità pagana. Durante la dominazione sovietica, la Chiesa di Dievturiba fu repressa perché considerata una minaccia per il potere. Ernest Brastins fu perseguitato negli anni Quaranta ad Astrakhan, mentre molti fedeli del Neopaganesimo slavo furono esiliati. In Lettonia sono stati pubblicati parecchi libri di carattere pagano, in molti vengono ritratte le gesta eroiche degli antenati che si opposero all'invasione cristiana. In Estonia, un gruppo slavista è stato fondato da alcuni studenti dell'università di Tartu; questo gruppo, di tradizione finnica celebra periodicamente rituali e pubblica il giornale Hiis (letteralmente "Bosco Sacro"). In Ucraina, il fondatore della prima organizzaizone pagana moderna fu Volodimir Shayan, nato a Lvov nel 1908. Studiò la filosofia e il sanscrito. Nel 1934 avrebbe vissuto un'esperienza mistica e illuminante sul monte Grekhit, tra i Carpazi. Dopo la seconda guerra mondiale si trasferì in Inghilterra, dove poté lavorare sulle sue idee; morì nel 1974 a Londra. La sua influenza è riscontrabile nella dottrina di molti gruppi slavisti ucraini. L'attuale maggiore organizzazione del Paese è l'Unione del fedele indigeno ucraino, di cui uno dei centri affiliati, precisamente quello di Kiev, chiamato Pravoslavya, pubblica una rivista chiamata Svarog. Nel 1995, sempre nella città di Kiev, si tenne una conferenza intitolata La fede tradizionale: risorse, correnti e tendenze, a cui parteciparono parecchi gruppi neopagani.
In Polonia, come nei Paesi baltici, il risorgimento pagano iniziò a manifestarsi nel periodo tra le due guerre, periodo in cui il Neopaganesimo suscitò anche una discreta fioritura artistica, di cui una esponente fu Marian Wawrzeniecki, autrice di molte opere grafiche di ispirazione pagana. L'autore più creativo fu tuttavia Stanislaw Szukalski (sinistra), nato nel 1893. Crebbe negli Stati Uniti ma fu mandato da suo padre a studiare a Cracovia, in Polonia dove, avvicinandosi all'ambiente neopagano, fondò un'associazione artistico-religiosa, la Tribù dal Cuore Cornuto, che pubblicava anche una rivista chiamata Krak (il nome del leggendario fondatore di Krakow, Cracovia). In seguito — alla fine della seconda guerra mondiale — Szukalski tornò negli Stati Uniti, dove morì nel 1
987. L'interesse per il Neopaganesimo tendette a manifestarsi anche in forma di movimento sociale, il cui iniziatore fu Jan Stachniuk (destra), nato nel 1905. Dopo avere completato i suoi studi in economia iniziò a pubblicare libri che tendevano a presentare una sua visione del Paganesimo. Nel 1937 fondò la rivista Zadruga. Un tratto interessante nel pensiero di Stachniuk è la sacralizzazione della creatività intellettuale e il culto per l'energia cosmica, che tende a manifestarsi attraverso il destino. Il successo di una persona non dipende unicamente dalle preghiere, ma anche dalla partecipazione attiva che la persona deve esercitare nella sua vita, dato che il destino è un fattore che tende a modellarsi in base alle proprie azioni. Alcuni membri della Zadruga diedero origine in seguito alla casa di pubblicazione chiamata Toporzel, di cui un membro è Antoni Wacyk, il quale, nel suo libro, espose anch'egli un parere sulla fede. Questa, secondo Wacyk, deve essere innanzitutto un'esperienza mistica personale. Secondo il suo pensiero, una religione pagana è l'ideale affinché questa concentrazione del singolo su Dio possa verificarsi. La Zadruga in seguito ispirò la fondazione di un nuovo gruppo, l'Associazione per la fede indigena, di cui l'iniziatore fu Jerzy Potrzebowski.
L'interesse per il Paganesimo sorse anche tra coloro che già si interessavano alla spiritualità, come Jacek Dobrowolski, fondatore della prima comunità buddhista in Polonia, che nel 1991 pubblicò un poema intitolato Rarog, trattante le numerose affinità tra il Paganesimo slavo e gli antichi culti indoiraniani, e la figura della divinità chiamata Jarila, che era molto popolare tra gli Slavi orientali e meridionali. Come studioso di religioni, Dobrowolski, analizzando il culto polacco della Madonna, vi trovò parecchi riferimenti di continuazione del culto pagano matriarcale antecedente il Cattolicesimo. Anche in Polonia il Paganesimo moderno si diffonde promuovendo l'ambientalismo e parallelamente rimproverando i secoli di mancanza di rispetto per la natura causati dalla desacralizzazione di quest'ultima, portata dal Cristianesimo. Molti gruppi pagani sono in relazione con organismi ambientalisti, e questi ultimi molto spesso si convertono in vere e proprie associazioni religiose, celebrando rituali pagani negli ambienti naturali. Oggi, in Polonia, esistono molte organizzazioni slaviste; tra le più influenti e ufficialmente riconosciute vi sono la Chiesa nativa polacca e la Chiesa slava polacca. Il rapido emergere di gruppi neopagani nell'Europa centrale ed orientale sta divenendo una ricca fonte di studio. La continua crescita di questi gruppi si dimostra indipendente rispetto al mondo neopagano occidentale; questo fenomeno confermerebbe il fatto che parlando di rinascita pagana non si tratta di semplici mode passeggere, ma di un ritorno al sacro che sta interessando tutto il mondo un tempo cristianizzato.
Il fenomeno della sempre crescente diffusione delle religioni neopagane slaviste viene accostato dagli studiosi al rinato sentimento nazionalistico che accomuna molti Paesi slavi e dell'ex Unione Sovietica. Questa tendenza all'identificazione di appartenenza ad una cultura slava estesa a tutti i Paesi esteuropei e alla Russia è il cosiddetto panslavismo. In Russia le attività neopagane slaviste sono diffuse in tutto il territorio, ed associazioni, Chiese e gruppi nascono e crescono con una forte frequenza in un Paese che sta lentamente ricostruendo le proprie radici religiose dopo decenni di ostilità verso i culti. Lo Stato russo è anche territorio di nscita di una serie di denominazioni sincretiche — come l'Inglinismo — che pur essendo considerate parte dello Slavismo sperimentano la fusione di concetti tratti da tradizioni diverse. Il maggiore centro di attività slavista della Russia è la città di San Pietroburgo.
Cosmologia
Come in tutte le religioni neopagane anche nello Slavismo, Dio è considerato come l'essenza ultima di tutto ciò che esiste, il principio creatore che dette ordine al caos all'inizio dei tempi, ed iniziò a manifestarsi dando forma all'esistente per mezzo della sua energia. L'universo è dunque concepito come una manifestazione della realtà divina, una condensazione attiva dell'energia cosmica. Quest'ultima è perennemente agente nell'universo: la creazione non è una verità finita, ma si attua da sempre e per sempre, in ogni tempo e in ogni spazio. La creazione, infatti, non è altro che la continua azione che le forze della natura, le divinità, agenti alla base della manifestazione del creato, ovvero ad un livello sottilisimo dell'esistenza, esercitano su quest'ultima, per modellarla, per forgiarla, per donare la vita. Le forze divine della creazione sono esse stesse parte della Sostanza divina finale, essendo manifestazioni attive dell'Uno. Un concetto presente nella cosmologia slavista — e che la accomuna dunque a tutte le altre religioni indoeuropee e iraniche — nelle quali è similmente presente, è quello dell'albero cosmico. Nel Neopaganesimo slavo è rappresentato come una quercia o un pino e simboleggia l'energia universale emanata da Dio che permea e compone il mondo e le sue leggi fisiche e chimiche. Nella fase antica della religione slava, l'albero cosmico rappresentava soprattutto la divisione del mondo in tre regni: il cielo, rappresentato dai rami, ovvero il luogo dove presenziavano le entità celesti; il mondo sensibile, rappresentato dal tronco, che corrispondeva al mondo fisico in cui vive l'uomo; infine l'oltretomba (chiamata tradizionalmente Virey o Iriy), rappresentata dalle radici, luogo meraviglioso e tranquillo dove dimoravano le anime dei defunti, un mondo di praterie verdi, alberi ed eterna primavera. Queste credenze mitologiche sopravvissero a lungo anche dopo la cristianizzazione dei Paesi slavi, oppure vennero codificate diversamente in modo da accomunarle alla mitologia cristiana. Nello Slavismo moderno l'albero cosmico riacquista quello che era il suo profondo significato teologico, stando a simboleggiare l'essenza divina che si manifesta dando ordine al caos, generando il mondo e le sue infinite forme di esistenza.
Teologia
Anche la teologia slavista è molto simile a quella delle altre religioni pagane e del ceppo indoeuropeo. Si tratta essenzialmente di un sistema monistico ed enoteistico, in cui le molteplici divinità sono considerate i diversi aspetti di manifestazione della realtà finale, Dio, l'Uno, l'eterna Sostanza divina che compone tutto ciò che esiste. Questa entità universale, veniva chiamata e viene chiamata dai moderni neopagani slavi, Perun (o Perkunas, nome che letteralmente significa "la luce" - sinistra), il Dio supremo dell'antico pantheon, oltre che l'unica divinità ad essere stata comune a tutte le popolazioni slave e l'unica divinità che fu identificata con il Dio cristiano all'epoca dell'evangelizzazione. È oggi praticamente certo che Dio, ovvero l'Assoluto, fosse dagli Slavi identificato nella figura di Perun, testimonianza a ciò è rinvenibile soprattutto in uno scritto di Procopio, in cui questi descrive dettagliatamente come il culto di Perun facesse intendere la sua natura di Dio cosmico, emanatore di tutte le altre divinità della natura. Procopio descrive la religione degli slavi come un culto monoteistico, corrispondente al moderno concetto di sistema monistico ed enoteistico. Una caratteristica spiccata della religione slavista, che la distingue dalla concezione delle altre religioni neopagane, è il dualismo. Perun è considerato il Dio uno, tuttavia la sua figura è sempre accompagnata da una controparte, il dio Veles. L'opposizione delle due divinità di Perun e Veles rappresenta l'antagonismo universale dei principi creatori, che accomuna parecchie tradizioni religiose. Questo sistema dualistico è presente anche, ad esempio, nel Taoismo, in cui i principi cosmici in opposizione sono chiamati yin e yang. Con la cristianizzazione delleterre slave, i missionari oltre ad identificare Perun con il loro Dio, trovarono terreno fertile anche per associare la divinità di Veles a Satana, sebbene l'originale slavo e attuale slavista non presenti caratteristiche negative, essendo il Paganesimo sempre stato caratterizzato da un rifiuto di classificazione tra cose buone e cose cattive, dato il presupposto secondo cui il bene e il male sono concetti concepiti ed esercitati dall'uomo. Le due divinità rappresentano dunque i due principi in eterno scontro, le due controparti dalla cui interazione scaturisce la vita, l'esistenza di tutto ciò che esiste. La caratteristica distintiva sta però nel fatto che Perun sia la Divinità suprema effettiva, mentre Veles una controparte emanata essa stessa da Perun, quindi una manifestazione di quest'ultimo. Perun è infine la Fonte da cui sorge tutta l'energia divina di cui l'universo è composto, identificata nell'albero cosmico.
Divinità
Oltre a Veles (sinistra), la religione slavista comprende nella propria concezione divina una serie di divinità autoctone slave considerabili come i vari aspetti, le varie emanazioni, attraverso le quali Dio, ovvero il Perun, si manifesta. Queste divinità sono spiriti della natura, permeano il mondo naturale in ogni sua accezione e contribuiscono alla realizzazione di quello che è il processo creativo dell'azione divina. Le divinità sono varie sfaccettature dell'unica realtà e permettono all'uomo di intraprendere percorsi diversi per giungere alla verità finale: ogni divinità è associata ad un elemento della natura e ad un dato fenomeno, non tanto perché si crede che la divinità realizzi quel fenomeno, ma più che altro perché la divinità è identificata con la forza divina che, di sostrato a tutte le leggi fisiche e chimiche che portano al dato fenomeno, realizza quelle che sono le basi affinché tutto ciò avvenga; ovvero si dispiega, si manifesta come fonte dell'energia che dà origine a quei fenomeni, che condensata origina le parti più sottili e ineffabili delle particelle subatomiche e poi da queste si manifesta materializzandosi nel mondo fisico. La natura è dunque il mezzo attraverso cui agiscono le forze divine, le leggi naturali sono le regole sulle quali le forze divine contribuiscono processualmente alla formazione del cosmo. La natura è, in secondo luogo, un mezzo attraverso cui l'uomo può vivere un'esperienza mistica, risalendo verso la comprensione e l'identificazione con l'Uno.
Una caratteristica importante della teologia neopagana slava è inoltre l'aspetto tipicamente indoeuropeo della molteplicità di sfaccettature attraverso cui le divinità si manifestano. Gli dèi slavisti sono molto spesso
rappresentati con aspetto tricefalo o quadricefalo, ad indicare i tre o quattro aspetti di manifestazione della divinità. Questa concezione è presente in particolare nell'Induismo, in cui le divinità attraverso le quali si manifesta l'Ishvara possono a loro volta scindere la loro potenza manifestandosi in molteplici aspetti. Nel Neopaganesimo slavo, oltre alle divinità principali, possono essere onorate anche divinità quali Jarilo, il dio della fertilità e della vegetazione; Morana (sinistra), compagna di Jarilo, dea della natura e della morte; Svarog, dio della luce, in quando il nome stesso sta a significare "luce celeste"; Svarogich, dio del fuoco e della terra; Dazbog, dio del fuoco celeste, degli astri e delle costellazioni; Svetovid, dio quadricefalo legato al simbolismo del cavallo e all'agricoltura; Triglav, dio tricefalo patrono anch'esso della natura campestre; e infine Zorya e Danica, dee del focolare, della casa e dei rapporti interpersonali.
Escatologia
Il discorso sulla vita dopo la morte concepita dallo Slavismo è molto simile a quello che si può fare per le altre religioni neopagane. Nella fase antica erano diffusi concetti che includevano, generalmente, la spartizione del mondo in tre dimensioni spirituali: i cieli, il mondo fisico e gli inferi. Nel Neopaganesimo slavo tende ad essere ampiamente diffusa la credenza nella reincarnazione, quale elemento accomunante gran parte delle religioni di ceppo indoeuropeo. Tale processo si sposa armoniosamente con la concezione ciclica del tempo, presente in tutte le branche del Neopaganesimo. A differenza della concezione abramitica, in cui il tempo è visionato come una linea retta in cui agisce Dio per indirizzare e controllare la vita dell'uomo, la concezione viariana si attiene a quella che è la visione caratteristica di tutte le religioni indoeuropee, ovvero il concetto di tempo ciclico. L'esistenza in ogni sua forma è un eterno cerchio, all'interno del quale ogni cosa è soggetta ad un processo che la porta ad attraversare essenzialmente tre fasi: la nascita, la crescita (e maturazione) e la morte; si tratta del ciclo inevitabile della vita, una realtà perfettamente tangibile. La morte nel Neopaganesimo non è, stando a questa concezione ciclica, vista come un momento negativo, un trapasso doloroso e indirizzato all'oblio; al contrario la morte è un momento gioioso, naturale, che consente all'essere vivente di oltrepassare, di concludere una vita per potersi addentrare in una nuova esistenza, intraprendendo un nuovo processo ciclico a partire dalla nascita. L'anima in questo processo subisce una trasmigrazione. Essa è fatta della stessa sostanza attiva di Dio; nel momento in cui il corpo fisico muore, esso torna a fare parte del ciclo delle cose, mentre l'anima, la scintilla divina che caratterizza ogni uomo, ogni animale e ogni vegetale, torna ad unirsi con l'Uno infinito, e da qui intraprende una nuova incarnazione ed inizia una nuova esperienza nel mondo sensibile. Si tratta di un mistero ineffabile, difficile da spiegare e per questo ognuno tende poi a conservare le proprie interpretazioni personali; anche tra gli slavisti c'è chi preferisce l'idea di un paradiso, una sorta di dimensione parallela in cui l'anima si trasferisce e continua la propria esistenza essenziale in eterno.
Etica
Anche in campo etico il Neopaganesimo slavo non differisce molto dalle altre tradizioni pagane. Il precetto principale dell'etica è la sacralità della natura, in quanto permeata e forgiata perennemente dalle forze divine della creazione. Da questo precetto base scaturiscono tutta una serie di conseguenze che sfociano in vari campi, da quello ecologico a quello sociale. In campo ecologico, lo Slavismo, incoraggia un rispetto totale nei confronti della natura, che tende a tradursi generalmente attraverso un importante insegnamento di carattere ambientalistico. Gli slavisti, come trutti i pagani, sono generalmente protesi verso un atteggiamento protettivo nei confronti del mondo naturale, considerato patrimonio e dono dello spirito universale che accomuna l'uomo stesso alla terra. In campo sociale invece il rispetto della natura si traduce in una concezione di rispetto verso tutte le manifestazioni di questa nell'uomo, attraverso innanzitutto una consapevolezza maggiore del fatto che tutti sono diversi e validi in egual modo contemporaneamente. Rispetto per la natura umana significa rispetto delle diversità della stessa, rifiuto di ogni forma di razzismo e rifiuto di ogni forma di morale sessuofoba. Quest'ultimo elemento in particolare è importante: il sesso, al contrario di quanto accade nelle concezioni abramiche, è visto come un'unione di carattere sacro, simboleggiante la fusione mistica delle forze divine. Il rapporto sessuale riflette quello che è il mistero della creazione, ovvero l'interazione delle entità cosmiche, ed è per questo considerato un mezzo attraverso cui giungere all'estasi e comprendere il segreto divino.
Etichette: religioni neopagane, slavismo
Pubblicato da Fabry alle 10:00 0 commenti
martedì 5 maggio 2009
ODINISMO
L'Odinismo è una denominazione del movimento eteno, non necessariamente ricostruzionistica e basata sul vecchio Paganesimo nordico, ovvero l'ultima fase documentata della religione germanica, diffusa soprattutto in Scandinavia e in Islanda e documentata dall'Edda.
La denominazione odinista originò (di fatto venne per la prima volta istituzionalizzato) in Australia nel 1936 con la fondazione della Chiesa odinista da parte di Alexander Rud Mills (sinistra), per poi essere riformato e reinterpretato in America ed in Europa tra il 1960 e il 1970 con particolare enfasi sulla filosofia delle prime organizzazioni odiniste lì nate e sui tentativi di revivalismo portati avanti da Else Christensen.
Nomenclatura
Il termine Odinismo deriva dal nome del dio Odino (sinistra), figura emblematica che la religione odinista pone nella maggior parte dei casi al centro del proprio culto. Il termine venne coniato da Orestes Brownson nella sua Lettera ai protestanti del 1848, e fu riutilizzato negli anni Trenta del XX secolo da Alexander Rud Mills e dalla probabile moglie Evelyn Rud Mills in Australia, con la fondazione della Chiesa odinista — prima associazione religiosa neopagana di ispirazione germanica dell'era moderna — e con la compilazione di uno scritto intitolato The Call of Our Ancient Nordic Religion. Nel periodo compreso tra i primi anni Sessanta e i primi anni Settanta, l'influenza di Else Christensen (e del marito Alec o Alex Christensen) e il suo tentativo di rivificare l'antica religione germanica con la fondazione del Gruppo di studi odinisti e della successiva Congregazione Odinista, favorirono la diffusione del termine anche in America settentrionale. Parallelamente nel Regno Unito, l'associazione denominata Rito Odinico, iniziò a descriversi esplicitamente come organo dell'Odinismo. La religione odinista non va confusa con il Wotanismo, un ramo geneticistico dell'Etenismo che nacque in risposta al pacifismo e al relativo universalismo mondialistico degli odinisti. Il Wotanismo è di fatto una religione estremizzata, che pone al centro del culto l'idea di una sua circoscrizione alla sola razza germanica. Tale ideologia è intuibile dal termine stesso con cui viene indicata la religione, derivato da Wotan, nome tipicamente teutonico del dio Odino.
Storia
La religione che oggi viene comunemente chiamata Odinismo è una branca del movimento eteno, una religione che ripropone in epoca moderna l'antico Paganesimo germanico in forme talvolta definibili ricostruzioniste, talvolta
esplicitamente innovative ed eclettiche. Le radici dell'Etenismo, e quindi dell'Odinismo in qualità di sua prima espressione, sono rintracciabili nello stesso sostrato che originò il misticismo germanico nel corso del XIX secolo. Prime nostalgie e idee di risorgenza vennero espresse da personalità quali l'intellettuale Guido Von List (sinistra), il quale visitando la cripta della cattedrale di Santo Stefano — chiesa costruita sul sito di un tempio pagano — a Vienna nel 1862, si ripromise di edificare un nuovo tempio dedicato al dio Odino. Von List fu anche un esponente del già menzionato misticismo germanico, ovvero quella serie di dottrine esoteriche ispirate alla tradizione germanica (tanto quanto anche al Cristianesimo e ai miti biblici) emerse nel corso del Romanticismo. Fondò infatti l'Armanismo, ovvero la dottrina che sarebbe stata pioniere di gran parte del sistema mistico germanico. Durante il periodo della Germania nazista, alcuni gruppi occultistici fondati sulla base delle dottrine che influenzavano la società tedesca dell'epoca, dimostrarono interesse nello studio delle eredità teutoniche e vengono oggi classificati in un sistema definito misticismo nazista. Con l'ascesa al potere di Adolf Hitler e il fatto che questi avesse scoraggiato attività di stampo religioso, parecchi gruppi neopagani e mistici germanici dovettero subire una serie di persecuzioni che si conclusero anche con deportazioni nei campi di concentramento. I gruppi neopagani venivano infatti facilmente confusi sia con i gruppi mistici germanici sia con le associazioni mistiche naziste, e pertanto osteggiati in ugual misura. Parallelamente all'influenza che la religione teutonica ebbe sul misticismo germanico romantico, la comparsa delle prime forme di Etenismo organizzato, e in specifico di Odinismo — che di fatto è la prima tradizione etena ad essere ricomparsa in epoca moderna — sono da collocare nel corso del decennio del 1930, quando in Australia Alexander Rud Mills fondò la prima organizzazione religiosa neopagana di stampo eteno, ossia la Chiesa odinista, la cui dottrina venne influenzata e portata avanti anche da un'opera scritta da Rud Mills stesso. Il termine Odinismo era già in uso dagli ultimi decenni del XIX secolo, e venne a questo punto ripreso come nome ufficiale delle prime correnti della rinascita etena. L'Odinismo fu in seguito riformato e profondamente influenzato dalla filosofia di Else Christensen, la quale ne contribuì alla diffusione nel Nord America e iniziò a pubblicare la rivista intitolata The Odinist. Nello stesso periodo stava emergendo la seconda principale branca dell'Etenismo, ovvero l'Asatrù. Con la diffusione dell'Odinismo nacque il Rito Odinico, la prima organizzazione europea istituita e fondata in Inghilterra nel 1972 da parte di John Yeowell. Tale associazione aprì in seguito dei centri anche in altri Paesi europei ed extraeuropei, divenendo la principale e più ramificata Chiesa odinista (dato il fatto che la Chiesa australiana di Rud Mills fosse progressivamente declinata e scomparsa). Il Rito istituì dei centri minori in Germania nel 1995, in Australia nello stesso anno e in America settentrionale nel 1997. Nel corso degli anni Novanta, parallelamente all'affermazione del Rito Odinico, stavano nascendo anche gruppi ed associazioni separati da questo. Particolare crescita e stabilità ebbe la Congregazione Odinista del Regno Unito, guidata nella sua emersione da Ralph Harrison. Attualmente l'Odinismo è vasto e multiforme, e parallelamente supportato da decine di associazioni e Chiese diffuse in tutto il mondo postcristiano. La scissione e indipendenza da altre denominazioni etene, quali l'Asatrù o il Teodismo, si è mantenuta ed è anzi — sotto certi aspetti — progressivamente più marcata. Il riconoscimento dell'Odinismo quale religione legittimamente praticabile è un traguardo già raggiunto in alcuni Stati europei. In Islanda, in Norvegia e in Danimarca la religione odinista è riconosciuta ufficialmente — insieme alla religione asatruar — sin dagli anni Settanta, sebbene solo di recente sia stato ufficializzato un certo tipo di supporto da parte dei governi.
Il culto è presente in modo istituzionalizzato anche in Gran Bretagna, in Francia, in Italia, in Spagna, in Portogallo, in Belgio, nei Paesi Bassi, in Germania e altre zone dell'Europa centrale. In America associazioni odiniste si possono trovare in Canada, negli Stati Uniti, in Messico, in Argentina e in altri Paesi dell'America meridionale. Alcune comunità sono emerse anche in Australia e in Russia. La Comunità Odinista è un'altra organizzazione di spicco, il nome della quale è condiviso anche da una filiazione americana.
Teologia
L'Odinismo è panteista e non necessariamente monista, dato che gli dèi possono essere sì visti come emanazioni del tutto, sia come gli spiriti senza forma, differenti l'uno dall'altro, che stanno alla base della manifestazione dei più sottili processi naturali e quindi del nascere dell'ordine a partire dal caos. A differenza di quanto può avvenire nella dottrina teologica delle altre religioni etene, l'Odinismo pone grande enfasi sulla figura di Odino, padre degli dèi identificato come il principio universale dal quale sgorga la vita e la manifestazione dell'universo. Odino, che viene per ciò che rappresenta chiamato anche Padre Tutto, è lo spirito che pervade ogni cosa, il Sole, la Luna, le stelle e tutti gli astri, le colline, le pianure, ogni essere vivente tra cui il genere umano.
Odino è il principio della vita e la sorgente dalla quale proviene l'energia attiva che si aggrega armoniosamente dando origine all'universo in ogni sua espressione e possibilità di interpretazione. Odino è anche il principio da cui scaturisce la conoscenza, è il tutto di cui anche la scintilla essenziale dell'intelletto umano, ovvero l'anima, fa parte, e al quale tornerà nel momento in cui rientrerà nel ciclo di tutte le cose. La mitologia — che gli odinisti sanno perfettamente trattarsi di un insieme di fiabe volte a spiegare e raffigurare i concetti teologici — narra di Odino che perse l'occhio per ottenere la conoscenza, o che venne crocifisso all'Yggdrasill, l'albero del mondo, sacrificandosi per la salvezza dell'universo. Questi miti sono il simbolo dell'infinita attività del divino e del suo eterno emanare vita, luce e conoscenza.
« o che mi crocifiggo, all'albero del vento, attraverso nove notti. So che mi crocifiggo, so che mi crocifiggo, so che mi sono in verità appeso a me stesso, all'albero che sorge, dalle radici dell'inconosciuto. »
Il passo eddico racconta il mito della crocifissione di Odino all'Yggdrasill (sinistra), l'albero cosmico che rappresenta lo spirito divino che permea l'universo, e quindi la Divinità stessa. Odino si sacrifica per la conoscenza della verità, e giunge alla comprensione di essere egli stesso Yggdrasill nel verso che recita so che mi sono in verità appeso a me stesso, prendendo consapevolezza del fatto che la natura è l'indumento attraverso cui egli manifesta il proprio essere. La consapevolezza di Odino è un insegnamento per l'uomo, attraverso cui questo impara a pensare alla divinità come al tutto, ovvero alla totalità delle cose, alla madre universale. Le divinità sono in questo contesto interpretabili sia in senso politeistico sia monistico. Le divinità, essendo gli spiriti della creazione la cui attività eterna dà ordine alla materia generando il cosmo a partire dal caos primordiale, possono essere viste da una parte come entità distinte le une dalle altre, seppure anch'esse parte del tutto odinico; dall'altra come entità emanate dal logos stesso del tutto odinico, e quindi accomunate dalla sorgenza da un'unica fonte che si manifesta attraverso di esse. In entrambi i casi la visione è molto simile, sebbene nel primo vi sia una maggiore differenziazione delle forze ordinatrici.
Cosmologia
« ulla era, né terra né mare, né fresche onde. La Terra non era, il cielo non era, ma un vuoto illimitato, e non c'era erba. Ymir era un gigante di ghiaccio, la materia caotica. Dalla luce di Ymir nacque il mondo, dal suo sangue il mare, le montagne dalle sue ossa, gli alberi dai suoi capelli, e il firmamento dal suo cranio. »
L'Edda spiega che in origine, prima della manifestazione dell'universo, non vi era nulla di ordinato, ma materia in uno stato caotico, rappresentata nel racconto mitologico dal gigante di ghiaccio Ymir. La cosmologia odinista racconta di una luce, emanata dalla materia informe, che ad un certo punto diede a quest'ultima lo spirito, la forma che la portò ad ordinarsi progressivamente, a muoversi ed attivarsi organizzandosi a costituire gli eterni cicli del cosmo che stanno alla base dell'aggregazione della materia e dunque della manifestazione di tutte le cose. L'energia primordiale che pose fine al caos per dare origine alla vita fu Odino, lo spirito dell'universo. Alla base più intangibile dei processi cosmici stanno gli impulsi attivi dello spirito, ovvero i poteri dell'universo, comunemente chiamati divinità, e personificati e onorati dall'uomo per la loro funzione garante dell'equilibrio della vita e del mondo. L'evoluzione è il processo fondante di tutta l'esistenza, che procede verso la complessità per andare poi a disgregarsi e ricostituirsi sotto una nuova forma. L'evoluzione fa parte del naturale ciclo delle cose, le quali attraversano una fase di aggregazione e infine di disgregazione, per poi riaggregarsi andando a formare qualcos'altro. La cosmologia odinista (che in verità è condivisa da tutte le correnti dell'Etenismo), descrive l'universo come suddiviso in nove dimensioni, intese sia in senso fisico sia spirituale e simbolico.
I nove mondi sono interlacciati dallo spirito universale di odino, che si identifica con l'albero cosmico Yggdrasill, ovvero la sostanza che prende forma. L'Yggdrasill rappresenta anche il ciclo delle cose, la mutazione e il rinnovamento perenne della vita.
Escatologia
Gli odinisti credono che Odino rappresenti anche l'infinita forza del bene, che manifesta se stessa attraverso il concepimento di un figlio, simbolizzato dalla figura del dio Baldur. Questa divinità è la luce, diretta emanazione del tutto, ovvero di Odino. La luce è lo spirito portatore della conoscenza e della pace, destinato ad un'eterna lotta contro il male, in seguito alla quale si manifesta sempre come il vincitore. Nella mitologia è presente un racconto che spiega la morte di Baldur, la quale porta alla vittoria impermanente delle tenebre sull'armonia, al Ragnarok, ovvero il collasso dell'ordine e il trionfo del caos.
Questo mito è la rappresentazione della tendenza dell'uomo al violare le leggi della natura, giungendo allo scontro con questa. La morte di Baldur e la vittoria delle tenebra è una rappresentazione del declino della natura, causato dalla sottomissione della stessa e dall'uomo che perde consapevolezza del proprio legame con essa. Il mito racconta però che dopo la morte del dio Baldur questi rinasce a nuova vita, portando la natura a risorgere dalle sue ceneri dando inizio ad una nuova esperienza vivifica. Il mito di Baldur non è solo la rappresentazione del monito rivolto all'uomo che lo esorta a rispettare il mondo di cui fa parte, ma è anche un importante mito che simbolizza il ciclo della vita, il quale si conclude con la morte che rappresenta però solo un periodo di transizione, non una sconfitta eterna, dato che dopo il caos si va a costituire sempre un nuovo ordine, così come dopo la morte si va a costituire sempre una nuova forma di esistenza e di attività vitale. La religione odinista insegna che l'essere umano è costituito sì da un corpo fisico, ma anche da un'anima immortale, che è in realtà una parte dello spirito che sta al disotto della manifestazione dell'intero universo. L'anima è quella piccola parte del tutto che risiede nella coscienza umana, e che manifesta se stessa come la più sottile ed intangibile particolarità dell'essere umano. Gli odinisti credono nella reincarnazione e nell'unione con il tutto come conseguenze del trapasso. La morte non è in questo contesto eterna, ma è una rigenerazione ed un rinnovo dello spirito, dato che l'anima, l'essenza vitale, si separa dal corpo e torna a far parte del ciclo delle cose, riunendosi con lo spirito divino universale e in seguito incarnandosi in una nuova forma di vita in una nuova dimensione e interpretazione del cosmo.
Etica
L'etica odinista si fonda sui precetti che la accomunano alle concezioni morali delle altre denominazioni etene. L'Odinismo poggia infatti la propria morale su due gamme di regole, le quali dovrebbero essere rispettate da ogni odinista per garantire lo sviluppo di una società armoniosa. Tali principi etici sono assimilabili alle Nove Nobili Virtù e ai Nove Carichi. Le nove virtù rappresentano le regole che consentono all'uomo di vivere in pace con gli altri. Tra di esse si trovano infatti precetti quali il valorizzare l'amore, l'amicizia, il rispetto per i giovani e per gli anziani. Un valore importante è la cosiddetta lealtà reale, ovvero un principio che esorta l'essere umano a rispettare i propri famigliari e in particolare i legami sentimentali. Il principio pone sullo stesso piano l'uomo e la donna, la cui unione è sacra, e il cui vicendevole rispetto deve essere una caratteristica fondante del rapporto. I cosiddetti Nove Carichi sono invece una serie di regole che servono all'uomo per adempiere alla propria crescita spirituale e intellettuale, nel rapporto quindi con il proprio essere intimo. Tali valori includono concetti quali il coraggio, la verità, l'autocontrollo, l'autocoscienza, l'onore, l'ospitalità e l'industriosità. Quest'ultima in particolare è un'esortazione al rendersi utili, all'essere costantemente attivi nello sviluppo della società umana in un equilibrio che porti alla pace tra gli uomini e tra l'umanità e il mondo naturale.
Etichette: odinismo, religioni neopagane
Pubblicato da Fabry alle 10:01 0 commenti

